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5 maggio 2020 2 05 /05 /maggio /2020 20:00

 

 

 

 

Polmonite globale.

 Le potenze europee si apprestavano a partecipare alle celebrazioni del capodanno cinese all’insegna dei migliori auspici fintantoché non è intervenuto il “china virus” a smorzare gli entusiasmi. Questa è stata la prima espressione usata per definirlo, poi è stato denominato “coronavirus” Sars CoV-2 e/o Covid-19 dove l’espressione Sars-Cov-2 indica il nome proprio del virus, mentre l’espressione Covid-19 indica il nome proprio dell’evento malattia pandemica che sta avvenendo.

Ad oggi si parla di oltre tre milioni di casi di contagio con oltre duecentomila decessi, con una diffusione mondiale mentre misure internazionali anticontagio interessano aeroporti e i servizi sanitari. Tutti mobilitati, con un certo disordine, in lockdown con conseguente blocco delle attività e dei rapporti sociali. L’OMS ha inizialmente negato la dichiarazione di “global epidemic” per non averne riscontro obiettivo (BBC 24/1) per poi dichiarare ufficialmente lo stato di pandemia verso metà Marzo. E i cinesi (quelli di Pechino of course) si sono scrollati di dosso la figura degli untori mostrando grande efficacia nella blindatura dei comportamenti civili. Una fonte giornalistica americana ha anche richiamato il fatto, già precedentemente noto, che nella citta di Wuhan c’è un centro ricerca con un laboratorio cino-amerigo-israeliano dal quale potrebbe essere partito il primo focolare. E il web si è riempito di fake news.

Discorso di Obama 2015

“C’è la possibilità e la probabilità che arrivi un momento in cui ci sarà una malattia trasmissibile per via aerea e che sia mortale e per poterla affrontare efficacemente dobbiamo predisporre una infrastruttura. Non solo qui a casa, ma a livello globale; che ci permetta di notarla, isolarla immediatamente e rispondere rapidamente. In questo modo, se e quando, un nuovo ceppo di influenza (come la febbre spagnola) sorgerà tra cinque o dieci anni, avremo fatto un investimento per poterlo combattere. E’ un investimento intelligente che possiamo fare. Non è solo un’assicurazione; è sapere che in futuro avremo problemi come questi. Soprattutto in un mondo globalizzato.”

La Guerra dei virus

La vicenda Coronavirus Covid -19 non è esente da spiegazioni complottistiche. A gennaio 2020 era già uscita l’ipotesi che il virus responsabile della crisi epidemica fosse stato creato, e poi sfuggito di mano, da un centro di ricerca situato a Wuhan sulla guerra biologica. La definizione di China Virus utilizzata inizialmente dai media, ad esempio BBC, ne ha favorito l’idea. Mike Pompeo, responsabile della diplomazia americana, non ha rinunciato alla espressione “Wuhan virus” neanche dopo Il varo della denominazione ufficiale adottata dal WHO.

A confutazione di questo approccio è arrivata a Febbraio inoltrato la narrazione cinese secondo cui, attingendo al clima di seconda guerra fredda, ci sarebbe l’obiettivo americano teso a danneggiare l’economia cinese alla base dell’evento: i portatori a Wuhan del virus sarebbero stati alcuni atleti militari americani. Ciò sarebbe avvenuto già nell’ottobre 2019 durante i Military World Games che impegnarono la città di Wuhan ad ospitare circa 100.000 militari da tutto il mondo. In particolare l’origine del focolaio sarebbe collegata all’avvenuto ricovero di cinque atleti presso l’ospedale di Wuhan nei giorni compresi tra il 18 e il 27 ottobre. Si tratterebbe di un virus proveniente dal laboratorio militare di Fort Detrick nel Maryland. Il portavoce del dipartimento dell’informazione del ministero degli esteri cinese Lijian Zhao lo avrebbe confermato via Twitter. L’assenza del paziente zero ovviamente contribuisce ad alimentare la possibilità di questa spiegazione.

Nell’uno o nell’altro caso il nuovo coronavirus sarebbe il risultato di un esperimento di laboratorio finalizzato alla produzione di una arma batteriologica. Varia solo la circostanza se esso fosse stato diffuso in funzione offensiva o per un errore di laboratorio. Nel gran parlottio mediatico di certezze scientifiche se ne sentono ben poche, ma Massimo Amorosi, consulente del ministero degli esteri per i temi della biosicurezza, sulla apposita monografia d LiMes ove tratta il tema relativo al rischio di uso strategico delle epidemie, scrive quanto segue:

“Permangono ancora molte incognite, anche sull’origine della pandemia, come si evince dal rapporto elaborato dal Joint Team WTO dopo la missione dello scorso febbraio in Cina.” Egli fonda la propria convinzione soprattutto con riferimento all’evento originario e alla mancata identificazione dei primi casi esposti al nuovo patogeno. Poi aggiunge che si sostiene il “salto di specie”, ma “sulla base di quanto emerge dagli sudi scientifici pubblicati finora, la correlazione con i pipistrelli e con il pangolino quale ospite intermedio risulta essere alquanto debole e pertanto insostenibile.” Ed indica in nota l’articolo Mystery deepens over animal source of coronavirus del 26 Febbraio a firma Cyranosky. (LiMes 3/2020, pg 271)

 Una prima cronologia

 Il 31 Dicembre 2019 le autorità cinesi hanno fatto un atto di formale segnalazione alla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS o WHO) circa un focolaio infettivo di polmonite dalla natura incerta. Il 7 Gennaio 2020 viene identificata con certezza la causa, da ricercatori cinesi. Si tratta di un nuovo coronavirus diverso dalla precedente SARS ma afferente alla medesima famiglia. I coronavirus sono responsabili fino ad un terzo dei comuni raffreddori.

  Il 9 Gennaio viene isolato il genoma la cui sequenza viene resa nota attraverso il suo immediato inserimento nella Gene Bank internazionale GISAID. Nello stesso giorno WHO dichiara ufficialmente la esistenza di una epidemia da 2019-nCoV. L’agente patogeno viene descritto come un virus modificato per almeno il 15% rispetto agli altri Coronavirus. Tale tasso di modificazione esclude l’esistenza di soggetti immunizzati e pertanto il nuovo virus agisce in un contesto di diffusione totalmente libera.

La diffusione si è in poco tempo rivelata essere di tipo pandemico. L’emergenza sanitaria globale viene dichiarata il 30 Gennaio. IL 31 vengono emesse linee guida per l’identificazione dell’infettato che ricercano solo persone con i sintomi. Questo diventerà poi il punto di frizione US/Cina con Trump che accusa il governo cinese di aver nascosto per un paio di settimane la gravità della situazione. Ma tra la metà di Gennaio e la metà di Febbraio è stata effettuata una sistematica caratterizzazione del genoma di vari virus provenienti da individui infettati da varie parti del globo. Sinora non sono state riscontrate varianti; esse potrebbero comunque verificarsi in progress perché il passaggio inter-umano può generare mutazioni. L’11 Marzo abbiamo la decisione OMS di elevare a pandemia la diffusione di SARS Cov -2. In tale circostanza emerge anche che la Casa Bianca aveva sottoposto a classifica di segretezza le discussioni interne all’Amministrazione Trump dedicate al problema nuovo coronavirus. (Amorosi pg273) Agli inizi di Marzo in Cina, dove è stato messo in atto un vigoroso isolamento, si è cominciato a registrare un decremento significativo dei casi. Il 10 Marzo 2020 è partita in Italia l’iniziativa di autoisolamento.

Caratteristiche

Il Covid-19 si trasmette da persona a persona attraverso tosse, starnuti, mani infettate che toccano naso, bocca, occhi ecc.) con una incubazione tra i cinque e i quattordici giorni. Può essere trasmesso anche da individui con sintomi lievi che si trovano all’inizio dell’infezione, mentre la trasmissione da asintomatici è ancora da valutare in termini definitivi. Altrettanto ignoto è se una persona infettata e guarita sviluppi una immunità sufficiente o meno ad impedire il riemergere dell’infezione in un secondo tempo.

Si diffonde la consapevolezza circa la scarsità e il modello delle mascherine. Ciò produce un impulso a riconvertire le produzioni nazionali mettendo in discussione la divisione internazionale del lavoro stabilita con gli accordi di globalizzazione e realizzata con le delocalizzazioni.

 

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