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15 aprile 2011 5 15 /04 /aprile /2011 14:52

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L’impero delle bombe democratiche.

Microracconto – by Francesco Boschetto

 

Nell’autunno dell’Era Civile l’imperativo monocratico globale si fece potente e caustico. La presidenza della commissione OIG per i Diritti di Datazione era appena passata all’esponente dei momogameti, cui spettava per turno, col conseguente aumento di influenza delle nazioni Tardive. Queste non erano ancora un gruppo particolarmente coeso e perciò non vennero percepite subito come un pericolo dalle nazioni Uniche; le quali tralasciarono di rafforzare il proprio cartello e si presentarono disunite alla conferenza di Berlino.

Fu questa la tragica sottovalutazione che portò alla prima catastrofe umanitaria. Nel Giorno della Civiltà, infatti, gli angeli di Swedenborg lanciarono le rune cosmiche sulle basi elementari, causando enormi perdite collaterali tra i fedeli dell’intuito. Un fatto grave, che non poteva lasciare immutato il quadro motivazionale. Si rendeva perciò necessaria ed urgente una nuova Global Suasion.

 

Ad analisti ed osservatori la decisione apparve fin da subito nei suoi termini problematici. Non risultava infatti né semplice né scontata, ma alla fine l’aspetto che risultò intollerabile agli occhi di entrambe le fazioni mondiali, fu proprio il fattore datazione. La coincidenza di date per le Uniche esprimeva paradossalità, e quindi ingiustificata ostinazione, mentre per le Tardive esprimeva spregio numerologico e quindi immoralità. Da qui la decisione unanime di passare alle vie di fatto, decisione che venne presa con la sola riserva del Gran Polare Umido, rappresentato per l’occasione dal vice proferente Gregorio Strappovny in persona. I notisti riportano che costui fece un intervento di alto profilo, tanto da confermare nell’animo dei convenuti il suo ammirato senso della storia.

 

Come principale teatro di scontro venne indicato l’Empireo Secco sul quale si riversò già nella notte stessa la maggior parte delle stecche cianotiche, ma in realtà, e contraddicendo ogni previsione, ciò non ebbe il minimo effetto sulla struttura locale.

Gli strateghi OMUN  (l’organizzazione monocratica delle Nazioni Uniche) videro in questo il pericolo di uno stallo indesiderato e ne trassero occasione per attribuire le cause alla scarsa dotazione del dispositivo meteo-plotter. Ne ricavarono quindi una opportunità e ottennero, in sole sedici ore, un rifinanziamento della missione. Un successo. Un successo che venne riconosciuto anche dai rappresentanti del Catodo Australe, i quali però chiesero ed ottennero che il nuovo piano venisse subordinato ad una rimodulazione degli steps di verifica.

 

Ma l’autocompiacimento durò poco, perché fu proprio in questa nuova fase che si determinò la seconda catastrofe umanitaria. Migliaia di conferenti del sandalo, mobilitati per la Festa del pellegrinaggio Solare, vennero coinvolti negli effetti collaterali e fusero nel nucleo. Un vero disastro d’immagine. La missione era al collasso.

I sondaggisti colsero un tremito nella fascia mattutina, quando venne trasmesso in diretta l’intervento di salvataggio di Karima, la bambina bianca aggrappata al dorso dell’antilope a sei zampe, ma l’emozione positiva non prevalse e il sentimento di stabilità e fiducia durò poco.

Gli operatori d’immagine blaterarono per qualche ora di “future safety trends”, puntando soprattutto sulla raccolta fondi “una vita per Karima”, ma nelle ore successive il consenso dell’opinione pubblica mondiale raggiunse il più drammatico minimo storico. La missione venne sospesa, con destituzione dell’intera catena di comando, in attesa della nuova riunione del gabinetto di circonferenza.  

 

Ne approfittò subito il leader empirioseccico Al Menhaff per un repentino riposizionamento. Ed ebbe un certo successo perché fece saltare le dighe solari della Piana Empirea inondando i beduini di BES, beneficio energetico standard. Ma il successivo tentativo di sottomissione degli animali sferici venne percepito come un’ingerenza illegale e provocò l’immediata condanna dell’intero consesso internazionale. Il gabinetto di circonferenza espresse immediata ed univoca condanna e deliberò le opportune sanzioni di confisca derivativa e congelamento dei marchi fruttiferi.

 

E fu il terzo ed ultimo passaggio di fase, ciò che determinò la caduta dell’Impero delle bombe democratiche. La manovra di rifinanziamento del terzo attacco attraverso le risorse confiscate, manovra che aveva suscitato gran plauso negli ambienti finanziari e al tempo stesso stimolato un proficuo interesse nei piccoli e medi investitori, non fece in tempo a dispiegarsi perché fu preceduta dalla grande esplosione. L’asse terrestre si rovesciò in quattro tempi e la massa terracquea polarizzò dando luogo al fenomeno, tristemente noto, della campana cosmica dematerializzata.

 

Ed è esattamente questo istante finale che ora traccia l’empowerment in ciascuno di noi.

 

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