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18 settembre 2017 1 18 /09 /settembre /2017 23:20

 

 

La serie delle verità fuori dal coro (si fa per dire) proposte da Il Giornale sotto la direzione di Alessandro Sallustri colpisce ancora. Questa volta pubblica una ricostruzione della sentenza relativa al processo contro Bossetti per l’omicidio Yara Gambirasio. Tale processo si è appena concluso anche in appello e conferma la condanna all’ergastolo del muratore di Mapello. Ma molte cose non quadrano e lasciano supporre di essere in presenza di un’altra storia complottistica dello Stato italiano.

Giovanni Terzi, giornalista, aveva già letto e ricostruito lo scorso anno la sentenza e le motivazioni evidenziando in questo libello le contraddizioni e gli elementi suggestivi ma non reali in essa presenti. E la rilettura torna utile.

Agli atti infatti vi è uno strano accanimento della Procura della Repubblica nel tenere fuori dalle rogne Silvia Brena e il fratello di costei, Alessandro, mentre sui media da sette anni vi è il tanto sistematico quanto inutile tentativo di ricondurre il delitto ad un succulento scandalo sessuale. Ma la tredicenne Yara Gambirasio è morta vergine senza tracce di violenza sessuale alcuna.

E’ morta di stenti e di freddo dopo essere scomparsa il 26 Novembre 2010, mentre i suo corpo è stato ritrovato in stato di abbandono in un campo di Chignolo d’Isola.  Gli esami autoptici e le indagini successive hanno permesso di stabilire che era stata conservata in un luogo chiuso, con scarsa circolazione di ossigeno e che il suo corpo è stato in realtà portato sul luogo del ritrovamento alcuni mesi dopo aver subito una violenta aggressione, da far pensare per capirci a bullismo estremo, mentre era nello spogliatoio di una palestra all’interno del Centro Sportivo di Brembate di Sotto.

La verità processuale e il can can mediatico, ci condannano a ritenere che sia stato il “lust murder” bergamasco Massimo Giuseppe Bossetti (ignoto 1), padre di tre figli colto da raptus, ad ucciderla lasciando tracce del proprio DNA sui leggins della ragazzina. Ma di DNA ve ne è stato trovato sugli abiti anche molto altro. In particolare quello della sua insegnante di danza ritmica. Inoltre molti altri aspetti della indagine e soprattutto della conduzione processuale lasciano intendere che quella di Bossetti sia una falsa pista per proteggere altri interessi dello Stato legati a misteriose indagini sulle infiltrazioni mafiose lombarde.

Il caso, per capirci, sarebbe un rapimento a scopo intimidatorio degenerato in delitto. Il padre della ragazzina, geometra Fulvio Gambirasio, è conoscente e frequentatore di Pasquale Locatelli arrestato e coinvolto in grandi inchieste internazionali per traffico di cocaina. Secondo alcuni giornalisti il geometra avrebbe testimoniato nell’ambito di una inchiesta a Napoli e la Camorra si sarebbe incaricata di intimorirlo.

A condurre le indagini dai Locatelli sarebbero stati i cani molecolari. Questa pista poi, secondo la difesa, sarebbe stata sottovalutata dai giudici. Il corpo, forse ancora vivo, di Yara sarebbe stato quindi portato fuori dal centro sportivo clandestinamente per essere consegnato e nascosto in un cantiere dei Locatelli.

Forse anche la testimonianza stessa di Gambirasio sarebbe stata già a suo tempo segretata e l’inchiesta internazionale, che presume infiltrati, servizi segreti ecc. non dovrebbe venire disturbata da altre scomode inchieste dei carabinieri o della polizia giudiziaria. E tali necessità di tutela e riservatezza sarebbero alla base del comportamento processuale. Sta di fatto che al funerale di Yara venne letto un messaggio del Presidente della Repubblica, segno di rilevante attenzione istituzionale al caso.

 

In tale messaggio inviato al sindaco, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano auspicava di far luce sull’orrendo crimine, ma avvertiva anche che il “cammino per questi risultati” sarebbe stato “davvero difficile…”

 

 

             ***

 

 

Vederla così è complottismo? Può darsi. Ma che le verità processuali italiane non siamo molto affidabili lo dice la storia, non i social networks. Così come è altrettanto noto che molte indagini sono seguite e manipolate dai servizi segreti i quali perseguono programmi strategici diversi da quelli delle legittime isituzioni... E in queso caso specifico il fatto che l’individuazione del DNA di Bossetti sia avvenuta senza dare alla difesa alcuna possibilità di controprova, il fatto che la palestra non sia mai stata sequestrata e trattata da scena del crimine, il fatto che i filmati del camioncino siano stati falsati dai Ros su ordine della procura e il fatto che il DNA della Silvia Brena trovato sul giubbotto della vittima sia stato accantonato sono tutte cose scritte negli atti. Non nei social.

 

Se mai verrà fatta quella luce auspicata da Napolitano allora si vedrà che questa volta a complottare e diffondere fake news sono stati proprio gli organi dello Stato, certo per difendere interessi superiori ma tutto ciò con la verità non ha niente da spartire.

 

 

 

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" Running over the same old ground, what have we found? The same old fears!

Whish you were here." (Roger Waters, 1977)

 

 

 

 

 

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commenti

amadeus 01/05/2019 19:02

Che schifo ! se queste ipotesi avessero riscontro un giorno, significherebbe che qualsiasi cittadino potrebbe trovarsi condannato all'ergastolo perché serve un capro espiatorio, e sai quanto gliene frega al mal capitato della ragione di stato, e sempre dando per buona l'ipotesi, come fanno coloro che sanno ad addormantarsi la sera, sapendo che in galera ce un innocente, e che se un domani venisse riconosciuto tale, il sostanzioso risarcimento sarà il popolo a pagarlo e non i responsabili di questa vicenda, se questa é la giustizia dovranno essere abolite carceri e tribunali per sempre !

amadeus 01/05/2019 18:50

Che schifo, e pensare che allo stato delle cose se venisse confermata questa teoria, qualsiasi cittadino italiano potrebbe essere condannato all'ergastolo, e se fosse confermato, come fanno, quelli che sanno, a prendere sonno la sera sapendo che un innocente sta scontando il carcere a vita a causa loro, e che se un domani Bosetti venisse riabilitato, il sostanzioso risarcimento, sarà il popolo italiano a pagarlo e non i responsabili, se questa é giustizia, non basterà la mia vita per capire la vera giustizia cosa é.