diario di lettura e scritture semiserie by Francesco Boschetto. Brevi recensioni
e' arrivata la bufera! La crisi globale accelera e cambierà tutto: anche i rapporti di forza muteranno. Sta a noi decidere a vantaggio di chi.
L’impianto concettuale del testo oscilla tra l’analisi geo-sociopolitica della situazione internazionale, la sua interpretazione secondo un modello realcomplottista e la tesi per una ricostruzione del movimento politico di alternativa globale. Il tutto in trecento pagine piuttosto dense e ben scritte, le quali ripropongono in forma aggiornata quanto l’autore aveva già annunciato nel precedente lavoro, sempre con l’editrice PIEMME, titolato:” INVECE DELLA CATASTROFE”.
Quel titolo è nettamente appropriato rispetto ai contenuti perché premette l’idea che esista una alternativa al crollo totale. Si propone infatti una speranza alternativa alla catastrofe economica e sociale mondiale. Bisogna però assumere l’idea assiomatica secondo la quale lo sviluppo non è affatto inesauribile, ma limitato e siamo or ora arrivati davanti al precipizio.
Si parte dalle elaborazioni sessantottine del Club di Roma, rese note nel 1972 nel noto libro “I LIMITI DELLO SVILUPPO”, per riesaminare lo stato di progressivo esaurimento delle risorse con il conseguente approssimarsi della catastrofe. Viviamo nella illusione di una crescita senza limiti e siamo in piena fase di “overshooting” da quarant’anni, ci ricorda Giulietto Chiesa prendendo il concetto da Samuel Huntington. La catastrofe avrà la forma di una molto probabile Terza Guerra Mondiale, dovuta alla necessità di sopravvivere in questi ultimi anni sterminando i concorrenti nell’uso delle risorse energetiche. Fatto questo che rende la sopravvivenza dell’umanità meno probabile in questo secolo di quanto non lo sia mai stata.
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Non è la teoria marxista del crollo del capitalismo, ma in certi aspetti del retropensiero gli assomiglia. In termini però rovesciati. Il crollismo marxista si basava infatti sulla teoria della caduta tendenziale del saggio di profitto che non solo non si è avverata, ma si è capovolta negli iperprofitti del capitalismo finanziario mondiale. Un sistema fondato sul debito, anzi: denaro – debito – denaro. Un ciclo che non si alimenta più del valore di risorse materiali, ma di comunicazione. Padroni del debito e proprietari della comunicazione globale coincidono infatti in una nuova élite politicamente irresponsabile la cui arma strategica è il MAINSTREAM. Il messaggio fondamentale per questo mondo dominato è TINA: There Is No Alternative. Non c’è alternativa…
E la confutazione di questo assioma è lo scopo del libro.
Per individuare i gestori di questo modello di “crisi polisistemica” che attanaglia il mondo globalizzato in un debito insostenibile Chiesa ricorre alla espressione “Masters of the Universe” coniata da Paul Krugman, premio Nobel dell’economia.
E chi sono? Sono quelli di pagina 187. O meglio del capitolo sulla crisi dell’Europa. Stanno nei CdA delle principali Banche di Investimento e anche delle agenzie di valutazione. Quelli del “binomio Wall Street/City of London” che Giulietto richiama in più parti. La crisi dell’Europa la vogliono loro e puntano sulla guerra a Putin.
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Che fare? “… aprire il fronte di un nuovo processo costituzionale, che parta dalla cancellazione dei trattati di Maastricht e di Lisbona e che rivendichi per i popoli europei il diritto di approvare i documenti fondanti mediante referendum.” Ma attenzione a non ripiegare, se non in caso estremo, sul nazionalismo, non uscire dall’Europa, non uscire dall’Euro, altrimenti si fa il gioco, appunto, del nemico. Leggendo il libro in questi giorni, caratterizzati dal mainstream allarmistico sull’uscita della Grecia, ci pare di sentire Sipras… Non stare al gioco del nemico che vuole dilazionare il collasso continuando (COME HANNO FATTO CON 9/11) a produrre debito. La liberazione non avverrebbe con l’uscita dall’Euro, ci troveremmo in un mare aperto in tempesta stando a bordo di una “barchetta nazionale”. Occorre invece attrezzarci per una battaglia che imponga regole alla finanza mondiale sottoponendola a controlli democratici.
La crisi dell’Euro è il dito, guardiamo alla luna. Il corposo capitolo dodicesimo, sul tema di “quale democrazia” conclude in proposito con tendenze che mi diverto a definire neoleniniste:
1) i tempi della crisi non aspettano le buone intenzioni di nessuno e non dipendono dalla politica ma dalla dinamica dei processi naturali che abbiamo sconvolto.
2) non sottovalutare la potenza dell’avversario, non avremo mai la maggioranza.
3) ci vuole organizzazione. Solo una minoranza organizzata e consapevole può influire sui processi. Anzi, ci vuole proprio un “partito” che, ferma restando l’impossibilità di transizione in un paese solo, sappia dove si deve andare e lo comunichi diffondendo le direttive (pg. 286)
Il libro è stato scritto ed è uscito prima della enciclica francescana, ma in più punti è attinente. Ad esempio laddove ci ricorda che l’ambiente naturale sta rispondendo alla corsa energetica spregiudicata dell’ultimo mezzo secolo e su tali fenomeni la dinamica del denaro è completamente cieca.
Gli scienziati del Club di Roma, scrive Giulietto, nei loro nove scenari avevano ragione. Tuttavia la vera situazione mondiale è ancor più grave: non hanno previsto la guerra come risposta. Sta a noi evitare, se ce la facciamo col poco tempo che rimane, lo scenario 10:
quello di WW3.