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diario di lettura e scritture semiserie by Francesco Boschetto. Brevi recensioni

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Poe’s dissolution into an abyss

Poe-s-dissolution-into-an-abyss.jpgNell’anniversario della morte di Edgar Poe, conosciuto col secondo cognome di Allan affibbiatogli dall’indesiderato patrigno, suggerisco una rilettura che oggi simboleggia come non mai la vera situazione in cui si trova il destino dell’occidente.

 

 

La perdizione nell’abisso non l’ha inventata Edgar. Essa è in realtà un incubo archetipico del genere umano che la letteratura ha sempre rappresentato nel corso della storia. Ho già ricordato in altripost di San Paolo e il suo naufragio ecc. narrati da Luca negli Atti. La differenza in Edgar Poe la fa il suo specifico genio narrativo.

 

Nel suo “Manoscritto trovato in una bottiglia” la paura di affogare viene descritta con una lucida follia che oggi può evocare quell’incubo alle menti di ogni gusto: il Titanic per chi ama le cronache filmizzate, il biblico Giona per chi ama le Scritture, oppure Hotel California degli Eagles per chi ama il rock. In quest’ultimo caso l’incubo arriva nella …Shimmering light that you can never leave … ecc.

 

Ma solo la lettura di “Ms. Found in a Bottle” (in particolare per coloro che hanno il privilegio di conoscer la lingua di Edgar) fa riemergere quelle ataviche paure con una forza terrificante, direi ineguagliabile. Il buio angosciante della scena chiave, quando il narratore moves from the commercial ship to the mysterious ship, è infatti il risultato di una costruzione lenta che inizia fin da subito quando la singolare nuvola si espande da nord ovest e la luna diventa rosso cupo. Da quel momento l’abisso si insinua tra le angosce del lettore… and play’s done!

Grazie Edgar.

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