diario di lettura e scritture semiserie by Francesco Boschetto. Brevi recensioni
Leggo che il vertice di Rio+20 si è concluso senza grandi novità, anche registrando strane alleanze cattolico-islamiche nelle votazioni del documento finale. Il tema riguarda i “diritti riproduttivi delle donne”, sul quale non è difficile trovare appoggio nelle culture islamiche per quanto attiene alle autonomie decisionali femminili, soprattutto in campo sessuale. Ma la novità, il fuoriclasse, lo ha messo in campo il Vaticano: si chiama padre Philipp J. Bene ( e credo che la “ J ” centrale non sia priva di significato), ha 44 anni fa il portavoce vaticano all’ONU ed è riuscito in una intensa giornata di lavoro a scardinare parecchie alleanze che erano state precostituite in vari mesi di lavoro diplomatico. Egli ha fatto convergere inaspettatamente, alle due di notte, in sede di votazione, Polonia e Cile sulle posizioni di Egitto e Siria a sostegno di un’altra settantina di paesi in via di sviluppo…
Bravo. IL Vaticano in quanto Stato non aveva diritto di voto, ma ha vinto. La scuola plurimillenaria della diplomazia vaticana è ancora una squadra da Mundial.
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E bravo Profumo. Profumo di Passera ovviamente, ma niente di malizioso mi raccomando; solo uno squarcio sullo scenario futuro del governo tecnico. Col passaggio delle “Tracce”, ovvero i titoli dei temi per gli esami di maturità, dal supporto cartaceo a quello magnetico hai risparmiato un sacco di soldi contribuendo così alla spending review. Ha indicato un modello virtuoso per tutta la pubblica amministrazione non fondato sulle cattiverie contro i pubblici dipendenti cui ci aveva abituati il ministro nanetto degli ultimi tre anni… E come se non bastasse ha anche sollevato il corpo dei CC da un anacronistico compito di supervisione sul trasporto e le consegne dei vecchi plichi cartacei. In pratica i vecchi “gendarmi con i pennacchi e con le armi” sono stati sostituiti da una password e un semplice decrittatore, con una figura innovativa: il Referente di Plico.
Bravo. E gli studenti furbacchioni? Gli studenti 2.0 (quelli dell’epoca social networking) devono consegnare i cellulari, ma possono portare in aula le bottigliette di acqua minerale per dissetarsi dall’afa allucinate di questi giorni. Le bottiglie hanno l’etichetta e l’etichetta è un vero foglio di carta dove al giorno d’oggi ci sta un mezzo Bignami. Gli studenti possono portare al polso orologi-computer con cavetto USB incorporato e giocare allo 007. Leggo che oggi gli studenti hanno il laser a portata di mano. Mamma mia come sono cambiati i tempi… Ma su tutto ciò veglia San Giuseppe, il quale, da quel gran lavoratore che è, fa anche il patrono dei maturandi.