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diario di lettura e scritture semiserie by Francesco Boschetto. Brevi recensioni

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Biografia di Angelo CRESCO

 

E’ uscito nel marzo 2025 il libro di Angelo Cresco prefatto da Stefania Craxi, scritto e firmato da lui medesimo. È una autobiografia appassionata, anche se totalmente egocentrica, con i riferimenti al contesto sempre su descrizione soggettiva. Il mio interesse deriva dal fatto che Cresco fu segretario generale della Cgil di Vicenza nella prima metà degli anni settanta. Ma il testo ricalca quanto già scritto in una pubblicazione della Cgil Vi e dedica a tale periodo solo quattro-cinque pagine. Non mancano giudizi personali a volte sprezzanti come ad esempio su Sergio Garavini.

 

 

Angelo Cresco in questo testo, con riferimento al periodo vicentino, racconta un periodo difficile ma importante della sua vita, segnato dalla decisione di trasferirsi a Vicenza mentre cercava di conciliare famiglia e impegno sindacale.

All’inizio descrive l’entusiasmo e le difficoltà del trasloco. A Verona aveva aderito a una cooperativa edilizia per costruire una casa popolare, ma il mutuo pesava molto: ventimila lire al mese su uno stipendio di novantamila. Per questo la moglie, Piera, dovette tornare a lavorare, anche se la loro bambina, Lara, era ancora fragile di salute.

Le spese di viaggio tra Verona e Vicenza erano alte e spesso non rimborsate. A volte l’autore dormiva da compagni sindacalisti per risparmiare, trovando sostegno e solidarietà nel movimento operaio.

Vicenza era allora un centro vivo di lotte politiche e sindacali, con la presenza di movimenti trotzkisti (cosi dice Cresco ma penso si riferisca al PSIUP) e cattolici impegnati per la giustizia sociale. Le fabbriche, come le Smalterie di Bassano e la Lanerossi, erano spesso teatro di scioperi contro i licenziamenti e le ristrutturazioni aziendali.

Nel mondo sindacale non mancavano tensioni tra socialisti e comunisti: i primi talvolta guardati con sospetto dai secondi. Qui Cresco, che punta a dare di sé una immagine moderata e dialogante, ricorda gli slogan delle piazze e il clima acceso di quegli anni, ma anche la volontà di unire le forze per difendere i diritti dei lavoratori.

I rapporti con CISL e UIL erano complicati, tra diffidenze e rivalità, anche se la CISL restava molto organizzata. Nonostante tutto, l’obiettivo comune restava quello di ottenere più giustizia sociale e migliori condizioni di lavoro.

In conclusione, il racconto testimonia sacrifici personali, battaglie sindacali e il sogno di unire le diverse anime del movimento operaio per costruire una società più equa.

Non mi torna però il breve accenno che egli fa con riferimento ad una vertenza Marzotto che sarebbe stata impostata contro la mobilità del personale tra reparti. Certo gli anni 1974/75 furono caratterizzati da una pesante conflittualità interna agli stabilimenti di Valdagno e Maglio ma sarebbe sbagliato ricondurla solo al tema delle mobilità. L’aumento dell’assegnazione di macchinari determinava esuberi di reparto ed era questo che gli operai contrastavano rifiutando l’uso della Cassa Integrazione come anticamera del licenziamento. Anche il riferimento che Cresco fa all’atteggiamento di SERGIO GARAVINI, allora segretario generale dei Tessili, risulta altrettanto impreciso. Non c’era alcun progetto da sperimentare, c’erano i delegati di reparto che avevano sostituito il vecchio modello di “Commissione Interna” e questa era la novità che veniva sperimentata di fatto. Un fatto di democrazia interna: la negoziazione di reparto sostituiva il ruolo della gerarchia e la logica di controllo disciplinare. Tutto qui.

Gli scioperi di quel periodo non fallirono affatto. Essi portarono ad un accordo di gruppo nel 1976 che assestò le relazioni sindacali degli anni successivi. Ciò costituì una premessa per il rilancio della  impresa, la quale con l’insediarsi di Pietro Marzotto realizzerà nel tempo una perfomance positiva per tutto il trentennio successivo. Tutto ciò è riconosciuto ed apprezzato tutt’oggi da importanti ricerche universitarie che si studiano  nelle facoltà di economia aziendale.

 

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