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diario di lettura e scritture semiserie by Francesco Boschetto. Brevi recensioni

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Epstein, by Internazionale

Il cuore del numero 1652 della rivista INTERNAZIONALE del 1 Febbraio 2026 viene dedicato al caso Epstein. L'articolo principale, dalle pagine 44 a 53, viene tratto da Der Spiegel, Germania. In esso praticamente viene tracciato il profilo narrativo convenzionale del caso, un profilo che si affermerà nelle settimane successive tra i vari mainstream nazionali. 

 

 

Un riquadro di tre colonnine monitora Le Soir, The Guardian e The Moscow Times riportando i principali argomenti di cronaca nei primi giorni di impatto della notizia. Ovvero:

Il giorno 8 Febbraio si è dimesso il capo dello staff di Starmer, primo ministro inglese in carica. Il giorno dopo è toccato al capo della comunicazione del medesimo staff Peter Mandelson, ex ambasciatore negli USA che ha dovuto lasciare il seggio del partito laburista per relazioni cn Epstein. Segue l'imbarazzo e il breve arresto del principe Andrea con l'ex moglie Sara Ferguson che completano la parte UK. In Francia è toccato a Jack Lang, ex ministro della cultura ai tempi di Mitterand. In Norvegia abbiamo l'imbarazzo delle élite  monarchiche col coinvolgimento della principessa ereditaria Mette-Marit. Emergono anche frequenti contatti di Epstein con ambienti russi, in particolare con un funzionario dei servizi segreti, ma niente contatti con Putin. L'Italia è marginale con Steve Bannon che chiacchera di fundraising con Salvini.

 

In sintesi il "caso" Epstein viene evidenziato come un caso di abusi sessuali, anzi il più grosso caso, relegando la vicenda in una serialità cronachistica di succulenta pruderie. Il taglio è critico verso il sistema politico americano che vede "almeno tre governi - sia repubblicani sia democratici - che non sono riusciti a far luce su uno dei più grandi scandali di abusi sessuali degli Stati Uniti". Si accenna a protezioni e sottovalutazioni come gli accordi extragiudiziali conclusi col procuratore della Florita  Alexander Acosta, nel 2017. 

Oggi comunque ci sono milioni di e-mail, di estratti conto bancari, foto e video che prima non c'erano. I documenti "smascherano una élite globale" con riferimenti a vari personaggi tra cui Peter Thiel (qui è curioso constatare che gli si da' una visibilità negativa anche se si tratta di un personaggio con un ruolo (nel caso Epstein) marginale forse perché egli è l'unico che introdurrebbe la dimensione religiosa e questo è il lato che non si vuole toccare giornalisticamente. Non si fa mai il nome di Israele dribblandolo con l'espressione "poteri forti" e si relega il ruolo di Ehud  Barach (ex premier israeliano) ad uno dei tanti ambiziosi carrieristi del Power Élite System interessato a far carriera in Palantir. Solo nel corpo inoltrato dell'articolo si accenna al vero ruolo di Epstein quale "Super Networker" del potere segreto internazionale e si accenna casualmente al tema delle "nuove scoperte scientifiche". (Qui gli esperimenti sulla clonazione umana, vietati dall'OMS, che Epstein custodiva e dirigeva nel New Mexico sono il segretissimo taboo per via del potenziale militare ecc.) Infine si parla di Ghislaine Maxwell condannata a vent'anni ed unica persona in carcere fino ad oggi, definendola "esecutrice" del "perverso sistema di sfruttamento sessuale" portato alla luce dal "caso" Epstein.

 

                                                

                  (Nazistupro, opera in pennarello su carta del pittore Giovanni Borriero)

 

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