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diario di lettura e scritture semiserie by Francesco Boschetto. Brevi recensioni

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Pensare la Decrescita, by Paolo Cacciari

 

 

Paolo Cacciari è un saggista ed attivista, voce italiana nota in temi come i beni comuni, cooperazione e reciprocità. "Pensare la decrescita" è il suo libro del 2006 per Edizioni Intra Moenia, poi ripubblicato ed ampliato nel 2009 come "Pensare la decrescita. Sostenibilità ed equità", per Carta Edizioni.

 

Il testo propone un dibattito nella sinistra tra economisti ed ambientalisti sulla compatibilità tra tutela della natura e benessere umano. Emergono due visioni: una considera l'ambiente un principio non riducibile all'economia, l'altra lega la soluzione ad un cambiamento radicale dei rapporti sociali. 

 

Pur condividendo la diagnosi della crisi globale e il superamento del capitalismo, le due visioni divergono sulle strategie. Si critica la crescita illimitata e l'urbanizzazione forzata, causa di esclusione. In tale conteso la "decrescita" viene proposta come alternativa alla recessione, ma suscita timori di impoverimento. La tesi di Cacciari risulta pertanto contigua alla dimensione etica proposta da Serge Latouche secondo la quale occorre uscire dalla società della crescita ovvero uscire dal mimetismo dei bisogni indotti. Un'impostazione che richiama anche Ivan Illich e la convivialità. Una tesi fondamentale del libro critica il PIL in quanto misura delle merci, non del benessere. Inoltre la crescita infinita in un pianeta finito è insostenibile, occorre una politica di riduzione dei consumi e della produzione di merci superflue per aumentare invece i beni relazionali, il tempo libero e la cura. Si conclude con l'esigenza di rifondare l'economia su cooperazione, reciprocità e giustizia.

                                                                      ***

Paolo Cacciari è stato tra i fondatori della Rete Italiana per la Decrescita ed ha curato a lungo  la rivista CARTA. Egli viene dall'esperienza no global, bilanci di giustizia, botteghe del commercio equo. A differenza del fratello Massimo, molto istituzionale, Paolo sta nell'attivismo di base. Questo suo libro uscì nel contesto della campagna elettorale delle politiche del 2006 il cui obiettivo era proprio il rilancio della crescita per contrastare il declino. Nel libro si proponevano politiche concrete quali filiera corta, autoproduzione, monete locali, riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario, tetti a pubblicità e obsolescenza programmata. Il suo libro puntava pertanto a ribaltare quella cornice affermando che il problema non è crescere poco, ma è voler crescere sempre. Un dibattito che purtroppo in TV e nei programmi di partito non ci fu mai.

 

 

 

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