diario di lettura e scritture semiserie by Francesco Boschetto. Brevi recensioni
Da qualche giorno sono disponibili atti parlamentari precedentemente segretati relativi al caso Ilaria Alpi e Miran Hrovatin e ora, finalmente, i quotidiani nazionali possono scrivere chiaramente che “sono stati uccisi in Somalia perché avevano scoperto un traffico illecito di armi e rifiuti” (La Stampa). Il punto è che ci sono voluti più di vent’anni per poterlo scrivere, anche se, intuitivamente, la cosa poteva essere capita subito.
Si tratta di due tra le tante vittime delle sanguinarie tecniche di segretazione del mercato delle armi. In questo campo la soppressione di testimoni è una pratica largamente utilizzata, ma normalmente viene utilizzata una certa discrezione. Ilaria e Miran però erano giornalisti di inchiesta e la loro morte ha impressionato tutto il ceto giornalistico, in particolare della RAI, generando sul caso una attenzione mediatica positiva che ha impedito il dimenticatoio. E ora abbiamo il sito http//archivio.camera.it che pubblica gli atti.
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Le forniture di armi e le relative transazioni internazionali sono note e seguite dagli Stati che ne controllano, e spiano, capillarmente ogni atto. Ovviamente ci sono i trattati internazionali e le forniture legali, ma la vera dotazione militare di uno Stato per essere efficace deve essere sconosciuta al nemico per cui anche laddove il mercato delle armi fosse legittimo i termini di ogni transazione sono tenuti segreti. Tale clima di segretezza e protezione fornisce però agli operatori ampi margini di discrezionalità all’interno dei quali germogliano varie innervature di criminalità organizzata. In questo caso parallelamente alla fornitura di armi era stata imbastita una operazione di eliminazione di rifiuti tossici e radioattivi.
Ora come semplici cittadini possiamo avere quindi oggi la verità scritta sui quotidiani, almeno per quanto riguarda le cause della morte, ma rimane la bocca amara nel vedere provato che i servizi segreti, cioè lo Stato, sapevano tutto fin dall’inizio. Ora sono accessibili ai ricercatori di verità precise informative del SISMI (il servizio di informazione militare) e del SISDE (quello civile) che indicano in Omar Mugne e altri personaggi come Marocchino e Sommavilla i mandanti dell’assassinio. Ma tutto ciò era già intuibile con la lettura del libro di Giorgio e Luciana Alpi, Mariangela Gritta Grainer e Maurizio Torrealta “L’Esecuzione”.
Ciò nonostante ancora nel 2006 gli atti di una apposita commissione parlamentare scrivevano che i due giornalisti erano “stati uccisi durante un tentativo di rapina”.
Ebbene per me coloro che hanno fatte queste affermazioni, pur disponendo già allora di documentazioni a noi fino ad oggi segretate, dovrebbero chiedere scusa.
Alcuni quotidiani si sono affrettati a notare che la Presidente della Camera Boldrini ha mantenuto le proprie promesse di trasparenza, ma la strada è ancora lunga e siamo difronte ad un altro caso in cui si vede che lo Stato tace e mente anche quando le “deviazioni” non c’entrano niente.