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diario di lettura e scritture semiserie by Francesco Boschetto. Brevi recensioni

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FUCK THE EU. (Glocal weekly memo)

Un brillante esempio della diplomazia di Kerry, presentato a suo tempo come ex sessantottino marijuano contestatore della guerra del Viet Nam, ci è stato offerto nella settimana uscente dalla sua vice: Victoria Nuland.

Costei, colta da intercettazione in un raptus di alta creatività diplomatica, ha espresso il vero punto di vista statunitense sull’Unione europea durante una conversazione con l’ambasciatore americano a Kiev. Il post originale che riporta la conversazione durante la quale la nostra Victoria ha mandato l’Ue a farsi fottere, si trova su You Tube. Secondo me non c’è niente di particolarmente grave nella conversazione registrata, di conversazioni simili tra diplomatici ce ne sono a migliaia ogni giorno. Il punto critico, tra i tanti, di questa vicenda riguarda la tranquilla ingerenza negli affari ucraini, compreso chi nominare o meno nel nuovo governo, durante una crisi pesantissima della quale ora è chiara l’eterodirezone.

Gianni Riotta ha commentato egregiamente tale fatto in un fondo di rara piacevolezza apparso su La Stampa di Sabato. Egli nota che oggi l’Europa ha perso definitivamente il proprio soft power sugli USA. Un soft power che invece aveva negli anni sessanta quando impose il successo dei Beatles al gusto mondiale.

Sono d’accordo.

Pare che la Merkel si sia incazzata per l’uscita sconveniente della Nuland. Secondo me però ci sta marciando. Fa comodo infatti la gaffe americana per sostenere la politica della porta aperta con Yanukovic. Costui vuole solo rinegoziare il prezzo delle forniture, ma è Putin che preferirebbe tenersi l’egemonia commerciale in particolare sui paesi che si affacciano sul Mar Nero. Il punto è che si trova in posizione di forza e quindi sta facendo offerte irrinunciabili ma vincolanti alla Ucraina. Ha appena concluso un ottimo accordo per la fornitura di Know How nucleare all’Ungheria e mostrerà con Sochi la sua egemonia nell’area chiave, il Caucaso, per il prossimo scenario gasifero.

Sono certo che l’occidente (post)- petrolifero non accetterà questo scenario che si sta profilando e mi aspetto un upgrading con gli Emirati per rilanciare lo stillicidio di provocazioni antiPutin. Inoltre non escluderei che la Turchia facesse degli ulteriori passi di avvicinamento commerciale strategico con l’area russo caucasica.

2 - Valdagno se l’è cavata bene dalla brentana che ha colpito il bacino agno-padovano. Ma ciò non vale per Vicenza con lo storico problema del Retrone che scorre poco e deborda per le campagne. Si chiama così proprio per questo, almeno secondo le dicerie locali, perché torna indietro. Allo stesso modo il bacino basso padovano ha avuto allagamenti questa settimana. Bovolenta, Battaglia Terme ecc. sono state allagate mettendo in luce i problemi irrisolti di regimazione imbrifera. Speriamo che i nostri politici da quattro soldi la smettano di sottovalutare il problema dell’assetto idrogeologico territoriale e soprattutto la smettano di cementificare. Non mi è sembrato però che la stampa locale abbia raccolto l’occasione per rilanciare il dibattito e la coscientizzazione. La maggior parte delle cronache ha concentrato l’attenzione sulle polemiche campanilistiche per mettere un po’ di pepe sulle prossime campagne elettorali amministrative.

Il PD valligiano ha tentato una buona azione proponendo un dibattito sulla unificazione dei comuni (prospettiva più che mai attuale in vista della ristrutturazione abolitoria degli enti provinciali), ma non ha riscosso grande eco perché, si sa, non bastano le buone intenzioni, occorre anche essere credibilli.

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